
Antiquarium del Palatino

Il primo Antiquarium del Palatino fu creato nella seconda metà del XIX secolo da Pietro Rosa, al piano terra di un edificio costruito dai Farnese. Esso ospitava delle sculture messe in luce durante gli scavi effettuati per conto di Napoleone III. Nel 1882 l’edificio fu demolito da Rodolfo Lanciani per consentire il collegamento fra l’area archeologica del Foro Romano e quella del Palatino. In questo frangente, le collezioni furono trasferite al Museo nazionale romano delle Terme di Diocleziano, dopo essere state catalogate da Gherardo Ghirardini.
Negli anni 1930, su iniziativa dell’archeologo Alfonso Bartoli (direttore degli scavi sul Palatino e scopritore di numerosi oggetti sul sito della Domus Augustana), fu creata una nuova sede, usando le parti rimanenti della demolita Villa Mills. Bartoli riuscì a riportare sul Palatino una parte delle sculture da qui provenienti che si trovavano al Museo delle Terme, e le espose in un edificio costruito a partire dal 1868 per le suore della Visitazione sopra le strutture appartenenti all’antico palazzo imperiale di Diocleziano, laddove si raccordavano la Domus Flavia e la Domus Augustana.
Le raccolte furono nuovamente spostate durante la seconda guerra mondiale per ragioni di sicurezza, divenendo poi l’oggetto di un nuovo conflitto d’attribuzione tra l’Antiquarium del Palatino e il Museo Nazionale Romano. Quest’ultimo voleva infatti mantenere al proprio interno le opere più belle. Il dicastero all’epoca competente (ovvero il Ministero dell’istruzione, proprietario di entrambe le istituzioni), diede ragione al Museo Nazionale, sostenendo che i visitatori del Palatino fossero interessati primariamente ai luoghi visitati e secondariamente al museo ivi ospitato.
La riorganizzazione del Museo Nazionale Romano, in seguito alla legge del 1981 sul patrimonio archeologico di Roma, determinò dunque il ritorno all’Antiquarium dei materiali ritrovati sul Palatino. Il museo è stato interamente riorganizzato sotto l’egida della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per presentare un panorama dei gusti artistici imperiali da Augusto alla tarda antichità.
Dal 2016, con l’istituzione del Parco archeologico del Colosseo, l’Antiquarium del Palatino è passato alle pertinenze dell’ente suddetto
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