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DI' CHE TI MANDA PICONE con Biagio Izzo

dal 23/11/2016 al 03/12/2016

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Compagnia Enfi Teatro con Biagio Izzo. Nel 1984, in un decennio parecchio fruttNel 1984, in un decennio parecchio fruttuoso per il cinema italiano, basti pensare a Troisi, Benigni, Verdone e poi Monicelli, Scola, Nanni Loy gira "Mi manda Picone", pellicola fortunata con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. Storia di un operaio dell'Italsider di Bagnoli che per protesta alla chiusura della fabbrica, si dà fuoco in tribunale davanti al figlio piccolo e alla moglie. Appunto Picone...
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   INFO EVENTO:

Compagnia Enfi Teatro con Biagio Izzo.
Nel 1984, in un decennio parecchio fruttNel 1984, in un decennio parecchio fruttuoso per il cinema italiano, basti pensare a Troisi, Benigni, Verdone e poi Monicelli, Scola, Nanni Loy gira "Mi manda Picone", pellicola fortunata con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. Storia di un operaio dell'Italsider di Bagnoli che per protesta alla chiusura della fabbrica, si dà fuoco in tribunale davanti al figlio piccolo e alla moglie. Appunto Picone. Giannini ne prenderà il posto "lavorativo", scoprendo un mondo nascosto fatto di camorra e mazzette. A lui bastava dire "Mi manda Picone!" e avere i crediti.
Il tutto scritto da Elvio Porta... ma che fine ha fatto quella creatura, il bimbo che assiste alla pira del padre? Elvio scrive per il teatro uno spin-off che Biagio Izzo abbraccia e mi chiama, per dirigerlo dopo 15 anni dal fortunato "Che freddo ragazzi" alias un Full Monty napoletano, diretto sempre da me e complice la produzione di Michele Gentile. Dicevamo uno spin-off che immagina dopo 33 anni il figlio Antonio ormai adulto, disoccupato, sposato, forse futuro papà, esaurito e perseguitato da oscuri personaggi. In più il padre Picone che entra, come uno spirito, nel povero Antonio come doppio, proprio come Jekyll e Mister Hyde. Sopravviverà? Lo vedremo. Tra una casa anni '80, una casa fatiscente, che strizza l'occhio a un luna park napoletano in disuso, si consumerà la storia senza troppi sorrisi di complicità ma con risate ai danni di Antonio... apparentemente. Risate, suoni, rumori, ricordi di una Napoli che fu e non c'è più, come Picone senior. E nel finale sotto gli occhi, comunque vada, sempre malinconici di Antonio Picone junior, al caso Biagio Izzo, la canzone "Assaje" di Pino Daniele, cantata da Lina Sastri, esploderà come un rimpianto, una speranza. Ovviamente dedicato a Elvio.uoso per il cinema italiano, basti pensare a Troisi, Benigni, Verdone e poi Monicelli, Scola, Nanni Loy gira "Mi manda Picone", pellicola fortunata con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. Storia di un operaio dell'Italsider di Bagnoli che per protesta alla chiusura della fabbrica, si dà fuoco in tribunale davanti al figlio piccolo e alla moglie. Appunto Picone. Giannini ne prenderà il posto "lavorativo", scoprendo un mondo nascosto fatto di camorra e mazzette. A lui bastava dire "Mi manda Picone!" e avere i crediti. Il tutto scritto da Elvio Porta... ma che fine ha fatto quella creatura, il bimbo che assiste alla pira del padre? Elvio scrive per il teatro uno spin-off che Biagio Izzo abbraccia e mi chiama, per dirigerlo dopo 15 anni dal fortunato "Che freddo ragazzi" alias un Full Monty napoletano, diretto sempre da me e complice la produzione di Michele Gentile. Dicevamo uno spin-off che immagina dopo 33 anni il figlio Antonio ormai adulto, disoccupato, sposato, forse futuro papà, esaurito e perseguitato da oscuri personaggi. In più il padre Picone che entra, come uno spirito, nel povero Antonio come doppio, proprio come Jekyll e Mister Hyde. Sopravviverà? Lo vedremo. Tra una casa anni '80, una casa fatiscente, che strizza l'occhio a un luna park napoletano in disuso, si consumerà la storia senza troppi sorrisi di complicità ma con risate ai danni di Antonio... apparentemente. Risate, suoni, rumori, ricordi di una Napoli che fu e non c'è più, come Picone senior. E nel finale sotto gli occhi, comunque vada, sempre malinconici di Antonio Picone junior, al caso Biagio Izzo, la canzone "Assaje" di Pino Daniele, cantata da Lina Sastri, esploderà come un rimpianto, una speranza. Nel 1984, in un decennio parecchio fruttuoso per il cinema italiano, basti pensare a Troisi, Benigni, Verdone e poi Monicelli, Scola, Nanni Loy gira "Mi manda Picone", pellicola fortunata con Giancarlo Giannini e Lina Sastri. Storia di un operaio dell'Italsider di Bagnoli che per protesta alla chiusura della fabbrica, si dà fuoco in tribunale davanti al figlio piccolo e alla moglie. Appunto Picone. Giannini ne prenderà il posto "lavorativo", scoprendo un mondo nascosto fatto di camorra e mazzette. A lui bastava dire "Mi manda Picone!" e avere i crediti. Il tutto scritto da Elvio Porta... ma che fine ha fatto quella creatura, il bimbo che assiste alla pira del padre? Elvio scrive per il teatro uno spin-off che Biagio Izzo abbraccia e mi chiama, per dirigerlo dopo 15 anni dal fortunato "Che freddo ragazzi" alias un Full Monty napoletano, diretto sempre da me e complice la produzione di Michele Gentile. Dicevamo uno spin-off che immagina dopo 33 anni il figlio Antonio ormai adulto, disoccupato, sposato, forse futuro papà, esaurito e perseguitato da oscuri personaggi. In più il padre Picone che entra, come uno spirito, nel povero Antonio come doppio, proprio come Jekyll e Mister Hyde. Sopravviverà? Lo vedremo. Tra una casa anni '80, una casa fatiscente, che strizza l'occhio a un luna park napoletano in disuso, si consumerà la storia senza troppi sorrisi di complicità ma con risate ai danni di Antonio... apparentemente. Risate, suoni, rumori, ricordi di una Napoli che fu e non c'è più, come Picone senior. E nel finale sotto gli occhi, comunque vada, sempre malinconici di Antonio Picone junior, al caso Biagio Izzo, la canzone "Assaje" di Pino Daniele, cantata da Lina Sastri, esploderà come un rimpianto, una speranza.
Ovviamente dedicato a Elvio.
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