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WHY? / 8X8=64

il 05/04/2019

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Slate WHY? Coreografia: Annaliese Charek A danzatori provenienti da diversi backgrounds è stata posta una semplice domanda ‘perché danzi?’. Le loro risposte rivelano le storie di persone che scelgono di seguire un percorso di vita non convenzionale. ‘ Why?’ è una performance documentaristica sulla comunità di nicchia di ballerini di danza contemporanea di Shanghai...
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   INFO EVENTO:

Slate

WHY?

Coreografia: Annaliese Charek

A danzatori provenienti da diversi backgrounds è stata posta una semplice domanda ‘perché danzi?’. Le loro risposte rivelano le storie di persone che scelgono di seguire un percorso di vita non convenzionale. ‘ Why?’ è una performance documentaristica sulla comunità di nicchia di ballerini di danza contemporanea di Shanghai. La performance è incentrata su una domanda apparentemente semplice ‘ perché si danza?’. Questa domanda non ha come scopo quello di avviare una conversazione sull’amore per danza, ma quello di mettere in luce le ragioni per cui le persone hanno scelto questa professione. Una forma d’arte che unisce culture diverse attraverso la cultura della danza. Un esame audio/visivo della vita di sei esecutori di provenienze completamente diverse. Osserviamo spesso ballerini sul palco che godono della loro performance, ma raramente li sentiamo raccontare la loro storia personale. Perché lottare per fare una professione che non ti ha scelto? Perché rompersi le ossa per continuare a farlo? Perché continuare quando si è “ troppo vecchi “, “non abbastanza bravi”’, “non abbastanza dotati”? Why?

Ritmi Sotterranei

8×8=64

Coreografia: Alessia Gatta

Il suggestivo spettacolo dell’ensemble Ritmi sotterranei, diretto dalla coreografa Alessia Gatta, la quale fonde espressioni corporee, teatro-danza, Taijiquan, e diverse arti marziali per trasportare all’interno di tempi antichi tra oriente e occidente e varie identità culturali. Per vivere a pieno alcune di queste identità e permettersi la briga di indagarne una contaminazione, Ritmi sotterranei si avvale per questo progetto della collaborazione di Sergio Raimondo, presidente della Scuola Il campo del cinabro, rappresentante in Italia della Chen Xiaowang World Taijiquan Association. Sin dall’antichità, sia in Occidente che Oriente, il numero 8 è presente in molte espressioni culturali, con funzioni importanti, dalla sfera religiosa alla matematica, dalla filosofia alla nomenclatura dei venti e del sistema solare, dall’architettura al gioco degli scacchi. Questi mondi tanto diversi quanto collegati dal minimo comune denominatore di un ritmo numerico si connettono in maniera celata e imprevedibile al mondo delle espressioni corporee: dal Taijiquan alla danza cosi come è stata codificata nella cultura occidentale, il numero 8 si insinua alla base delle partiture coreografiche, scandisce un tempo, risuona nei respiri, limita le azioni, argina l’imprevisto. La coreografia intende esplorare gli interstizi e le interferenze che il numero otto stabilisce tra ordini di pensiero molto distanti tra loro. In scena quattro interpreti, la metà di un pieno ipotizzabile nel numero otto. “…una performance dotata di un’estetica pulita, priva di sbavature, e un’adesione interpretativa estremamente matura degli artisti” [Festival InDivenire]

ORE 21.00

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