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Museo della Shoah Casina dei Vallati
Via portico d'Ottavia, 29
Telefone:+39 06 99700929
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Como Chegar Se:
INFORMAÇÕES GERAIS:

Museu:Museo della Shoah Casina dei Vallati
Tipo: MUSEU HISTÓRICO
Endereço: Via portico d'Ottavia, 29
Telefone:+39 06 99700929

Visite solo su prenotazione
dalla domenica al giovedì 9.30-18.00
venerdì 9.30-13.30
venerdì pomeriggio e sabato chiuso

In occasione dell’anniversario del 16 ottobre 1943, è stata inaugurata la sede della Fondazione Museo della Shoah, Casina dei Vallati.
La struttura, verrà per il momento utilizzato per corsi di aggiornamento e formazione.
Quanto prima inizierà un’allestimento provvisorio con materiale donato da 76 famiglie.

La volontà è quella di realizzare un centro culturale aperto verso l’esterno, in continua crescita e rinnovamento, attraverso il contributo di storici, ricercatori, studenti e insegnanti.
Un luogo di documentazione e di lavoro con attività e laboratori didattici e di ricerca diversificati per competenze e per ogni ordine e grado di studi.
La realizzazione dell’esposizione permanente sarà curata dallo staff del museo anche attraverso collaborazioni con i più autorevoli esperti mondiali in materia.
Il percorso espositivo si aprirà con un’introduzione sulla storia del popolo ebraico per poi analizzare nel dettaglio la Shoah, dalle fasi anticipatrici sino ai processi nel dopoguerra, non tralasciando le altre vittime del terrore nazista quali sinti e rom, oppositori politici, disabili, prigionieri di guerra, testimoni di Geova e omosessuali.
La sezione introduttiva tratterà del primo dopoguerra in Europa con la nascita dei regimi totalitari, la nazificazione della società tedesca con l’apertura immediata dei primi campi di concentramento e la legislazione antiebraica fino allo scoppio del conflitto.
Alla situazione italiana verrà riservata un’ampia e dettagliata panoramica.
Uno spazio dedicato alla seconda guerra mondiale precederà la sezione sulla ghettizzazione degli ebrei dei paesi dell’Europa centro-orientale.
Il meccanismo dello sterminio avrà una posizione centrale: le fucilazioni da parte delle Einsatzgruppen dopo l’invasione dell’Unione Sovietica; la sperimentazione col gas in postazioni mobili, in particolare a Chełmno; la strutturazione dei tre campi della morte dell’“Aktion Reinhardt” e soprattutto l’attivazione del centro di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Chiuderanno l’esposizione la sezione sulla caduta del Terzo Reich con i processi ai nazisti e le storie dei “Giusti”.
Nel settore sull’Italia, particolare attenzione sarà prestata alle leggi antiebraiche del 1938 nella loro formulazione e applicazione fino alle deportazioni iniziate nel 1943.
Accanto a quegli italiani che si adoperarono per mettere in salvo la popolazione ebraica, saranno evidenziate le responsabilità di quanti parteciparono a vario titolo alle persecuzioni, dagli uomini di governo, alle forze di polizia, ai semplici cittadini, le cui delazioni furono indispensabili ad arrestare coloro che si erano nascosti.
Ampio risalto verrà dato agli oggetti, foto e documenti donati dalle vittime delle persecuzioni e dai sopravvissuti italiani allo sterminio, le cui interviste potranno essere visionate in postazioni ubicate nell’intero spazio espositivo.
Mostre temporanee permetteranno di approfondire e focalizzare l’attenzione su particolari tematiche e argomenti, quali i genocidi perpetrati dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

L’idea è quella di raccontare l’orrore della Shoah con l’auspicio che l’emozionalità e la commozione, pur inevitabili, lascino spazio alla conoscenza e a una più profonda metabolizzazione.
Perché soprattutto i più giovani, così lontani da quegli eventi, arrivino a comprendere razionalmente le fasi del percorso che portò allo sterminio pianificato di massa; perché le farneticazioni negazioniste non mettano in loro radici; perché sia evidente come e dove l’odio, l’intolleranza e la xenofobia possano condurre l’uomo.


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