Agenzia DOLCI SOGNI by Coop. Soc. IL SOGNO a r.l.
Autorizzato Prov. Roma R.U. 1333 del 02/04/2012
 

La Dolce Vita: visite guidate serali sulla Roma degli anni 60
.
.
Fantasmi a Roma: visite guidate animate
.
ROMA ESOTERICA: IL QUARTIERE COPPEDÈ visita guidata animata
.
I Borgia visite guidate animate a Roma
.
I FORI IMPERIALI ILLUMINATI VISITE GUIDATE SERALI
.
Giubileo della Misericordia 2016 a Roma
.
ERETICI MAGHI E STREGHE NELLA ROMA DELL´INQUISIZIONE visita guidata animata
.
CARAVAGGIO E ROMA visita guidata animata
.
Dona il 5x1000 alla Cooperativa IL SOGNO a r.l.
.

ALBERGHI
a partire da
20 EURO.
Prenota online

o chiama
+39 06 8530 1758
 
PER LA TUA PUBBLICITA' SU QUESTO SITO:

Chiama al 338.9243749

o scrivi a

selezione_1949@libero.it

 
MODALITÁ DI PAGAMENTO

Corsi a Roma
.
Corsi Professionali a Roma
.
AUTODOC - negozio di ricambi auto con più di 1 milione pezzi di ricambio
.
 Prenotazione biglietti per i migliori eventi in Italia
.
Carta PerDue: la carta sconto di Roma per Ristoranti, Musei, Teatri, Cinema, Librerie e le principali Attrazioni ad un prezzo ulteriormente ridotto
.
I Fori Imperiali illuminati: visite guidate serali
.
.  
  06.85301758 - 06.85301756 - Email: ilsogno@romeguide.it
Coop. soc. IL SOGNO arl - Viale Regina Margherita 192 - 00198 ROMA
. la guida online più completa di Roma
HOTELS, B&B, ETC... TOURS DI ROMA MOSTRE MUSICA TEATRI VATICANO VISITE GUIDATE SPECIALE GRUPPI
MOSTRE
Artemisia Gentileschi e il suo tempo
Palazzo Braschi
dal 30-11-2016 al 08-05-2017

ORARIO INGRESSO

COSTO D´INGRESSO

VISITE GUIDATE


RICHIESTA DISPONIBILITA'
Email :
Tel. (facoltativo)

*per avere anche conferma telefonica.
.
N. Pax
Richiedi altre informazioni

La prenotazione è soggetta a conferma

Call Center Coop. Soc. IL SOGNO a r.l.
Lunedì - Venerdì: ore 9-19
Sabato ore 10-14
Domenica chiuso


Artemisia Gentileschi in mostra a Roma a Palazzo Braschi dal 30 novembre all’8 maggio 2017.

Con circa 90 opere provenienti da tutto il mondo, a impreziosire il Museo di Roma a Palazzo Braschi giunge la grande mostra Artemisia Gentileschi, un percorso che svela gli aspetti più autentici dell’artista, attraversando un arco temporale che va dal 1610 al 1652.

ELENCO DELLE OPERE ESPOSTE


Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe, quella tecnica, declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformarla dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori. La parabola umana e professionale di Artemisia Gentileschi (1593-1653), straordinaria artista e donna di temperamento, appassiona il pubblico anche perché è vista come un’antesignana dell’affermazione del talento femminile, dotata di un carattere e una volontà unici...

più informazioni>>

 

 

ORARIO INGRESSO

COSTO D´INGRESSO

VISITE GUIDATE

 

Dal martedì alla domenica ore 10.00 - 19.00
24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00
Ultimo ingresso un´ora prima
Giorni di chiusura Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio, 1 maggio


DOVE SI TROVA:
COME ARRIVARE:

 

Biglietto “solo Mostra”
€ 13,00 (incluse spese di agenzia)
€ 11,00 (incluse spese di agenzia)
€ 5,00 (incluse spese di agenzia) speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);
€ 24,00 (incluse spese di agenzia) speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni).
Lo spazio espositivo al primo piano dove è allestita la mostra, non rientra nelle gratuità della prima domenica del mese.

Biglietto “integrato” Museo di Roma + Mostra "Artemisia Gentileschi"
€ 18,00 (incluse spese di agenzia) intero per i residenti a Roma;
€ 14,00 (incluse spese di agenzia) ridotto per i residenti a Roma;
€ 19,00 (incluse spese di agenzia) intero per i non residenti a Roma
€ 15,00 (incluse spese di agenzia) ridotto per i non residenti a Roma

Vedi anche: Le mostre a Roma nell’autunno 2016
INDIVIDUALI     GRUPPI     SCUOLE

La Coop. Soc. IL SOGNO a r.l. offre il servizio di guida per monumenti, musei, passeggiate, etc..., sia in lingua italiana che straniera a prezzi estremamente competitivi.


   COSTO D´INGRESSO

   VISITE GUIDATE A DATA FISSA
04/02/2017Vai e prenota
05/03/2017Vai e prenota
02/04/2017Vai e prenota

   COSTO GUIDA A DATA RICHIESTA
(escluso costo biglietto d´ingresso)
da 1 a 2 partecipantiEURO60
da 3 a 5 partecipantiEURO80

La Cooperativa Sociale IL SOGNO, specializzata in percorsi culturali e visite guidate ai più insigni monumenti di Roma, organizza regolari visite di gruppo alla Galleria Borghese, Quirinale Palace, Fantasmi a Roma, Fori Imperiali di notte, Colosseo, Sotterranei di San Clemente, Centrale Montemartini, Musei Vaticani, etc...

   COSTO D´INGRESSO GRUPPI

   COSTO GUIDA GRUPPI
(escluso costo biglietto d´ingresso)
da 6 a 10 partecipantiEURO110
da 11 a 15 partecipantiEURO130
da 16 a 21 partecipantiEURO150
da 22 a 30 partecipantiEURO175
oltre le 30 partecipanti*EURO175
*EURO 4 per ogni persona in più

La Cooperativa Sociale IL SOGNO, specializzata in percorsi culturali e visite guidate ai più insigni monumenti di Roma, organizza regolari visite di gruppo alla Galleria Borghese, Quirinale Palace, Fantasmi a Roma, Fori Imperiali di notte, Colosseo, Sotterranei di San Clemente, Centrale Montemartini, Musei Vaticani, etc...

   COSTO D´INGRESSO SCUOLE

   COSTO GUIDA SCUOLE
(escluso costo biglietto d´ingresso)
da 9 a 15 studentiEURO90
da 16 a 21 studentiEURO120
da 22 a 30 studentiEURO145
oltre i 30 studenti*EURO145
AccompagnatoriEURO0
*EURO 3 per ogni studente in più
La Cooperativa Sociale IL SOGNO, specializzata in percorsi culturali e visite guidate ai più insigni monumenti di Roma, organizza regolari visite di gruppo alla Galleria Borghese, Quirinale Palace, Fantasmi a Roma, Fori Imperiali di notte, Colosseo, Sotterranei di San Clemente, Centrale Montemartini, Musei Vaticani, etc...

   Info Evento:

Un talento che le consentì, giovanissima, arrivata a Firenze da Roma, prima del suo genere, di entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze; che le fece imparare, già grande, a leggere e scrivere, a suonare il liuto, a frequentare il mondo culturale in senso lato; una volontà che le consentì di superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; una libertà la sua che le permise di scrivere lettere appassionate al suo amante Francesco Maria Maringhi, nobile raffinato quanto tenero e fedele compagno di una vita. Una tempra la sua, che pure sotto tortura (nel processo che il padre intentò al suo violentatore Agostino Tassi) le fece dire: “Questo è l’anello che tu mi dai et queste le promesse”, riuscendo così a ironizzare, fino al limite del sarcasmo, sulla vana promessa di matrimonio riparatore.

La mostra che si apre il 30 novembre al Museo di Roma a Palazzo Braschi, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, e che copre l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia Gentileschi, consentirà al visitatore di ripercorrere vita e opere dell’artista a confronto con quelle dei colleghi: circa 100 sono in totale le opere in mostra, provenienti da ogni parte del mondo, da prestigiose collezioni private come dai più importanti musei in un confronto serrato tra l’artista e i suoi colleghi, frequentati, a Roma, come a Firenze, ancora a Roma e infine a Napoli, con quel passaggio veneziano di cui molto è da indagare, così come la breve intensa parentesi londinese. 

L’esposizione, che rimane aperta sino al 7 maggio 2017, nasce da un’idea di Nicola Spinosa ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana. È accompagnata da un catalogo edito da Skira che dà conto dei diversi periodi artistici e umani di Artemisia e riporta le schede delle opere esposte, frutto dei più recenti studi scientifici e degli ultimi documenti rinvenuti.

Oltre quindi ai magnifici capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, Ester e Assuero del Metropolitan Museum di New York, l’Autoritratto come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, si vedranno la Giuditta di Cristofano Allori della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze o la Lucrezia di Simon Vouet del Národní galerie v Praze di Praga, solo per citarne alcuni: dopo i dipinti della prima formazione presso la bottega del padre Orazio, quelli degli anni fiorentini, segnati dai lavori dei pittori conosciuti alla corte di Cosimo de Medici come Cristofano Allori e Francesco Furini, ma anche le tangenze con Giovanni Martinelli; altri che recano echi, e non solo, della sua amicizia e frequentazione con Galileo, come del mondo, allora nascente, del teatro d’opera.

Scandite all’interno di un itinerario cronologico, le successive opere di Artemisia sono messe in relazione con quelle dei pittori attivi in quegli anni d’oro a Roma: Guido Cagnacci, Simon Vouet, Giovanni Baglione, fonte d’ispirazione rispetto ai quali la pittrice aggiorna, di volta in volta, il suo stile proteiforme e mutevole.

A concludere, i dipinti eseguiti nel periodo napoletano, quando ormai Artemisia può contare su una sua bottega e sulla protezione del nobile Don Antonio Ruffo (1610-1678), lavori in cui, grazie ai confronti, sarà possibile capire il suo rapporto professionale coi colleghi partenopei: da Jusepe de Ribera e Francesco Guarino a Massimo Stanzione, Onofrio Palumbo e Bernardo Cavallino; tele come la splendida Annunciazione del 1630 – presente anch’essa in mostra – paradigmatiche di questa fiorente contaminazione, scambio e confronto.

ARTEMISIA GENTILESCHI

Artemisia Lomi Gentileschi. Artemisia Gentileschi. Artemisia. È così ormai che il mondo la conosce, gli storici dell’arte come la gente comune. Chi la reputa pittrice di prim’ordine, in grado di eguagliare e superare nell’arte i tanti pittori del suo tempo, e non solo, e chi resta stregato dalle sue Giuditte vendicatrici, dalle Cleopatra, Ester, Maddalene, sante, dame e suonatrici, dai suoi colori, dalle ombre caravaggesche e terribili di suoi lavori. Artemisia per anni, per decenni, complice la biografia parecchio romanzata di Anna Banti, è sembrata essere solo una bambina violata dall’amico e sodale del padre, quell’Agostino Tassi che non fece un solo giorno di esilio o galera. Sembrava Artemisia, uscita dalle pagine travagliate della grande storica dell’arte, non voler altro che l’approvazione del padre, come pittrice, e il suo amore, come figlia. Sembrava Artemisia far ricorso all’orgoglio per salvare la sua vocazione, al punto da allontanare l’unico uomo amato, il padre della figlia, il vicino di casa Pierantonio Stiattesi, sposato per cancellare la macchia dello stupro dalla sua reputazione di donna. E sembrava aver avuto un’unica figlia, trascurata e negletta, che detestava colori e pennelli e odiava quella madre che affetto e attenzioni non poteva dare, troppo impegnata a farsi strada in un mondo fatto solo di uomini, impossibilitata a svelare emozioni, pena il crollo della sua autorevolezza. Una figlia che, con gli occhi e le parole, pare esser sempre pronta a rimproverarle modi e costumi, che preferisce la pudicizia delle monache e la tranquillità economica di un matrimonio di interesse. E parte Artemisia, attraversa mezza Europa per giungere alla corte della Regina di Inghilterra, dove si trova il padre che la accoglie, ma al tempo stesso è geloso del suo successo. La corte è tetra e fredda, il padre se ne sta nascosto e infine muore, tra le sue braccia, e a lei non resta che tornare indietro e forse morire sola in una qualche locanda prima di arrivare nel porto di Napoli.

Artemisia non è questa, non lo è mai stata. Il tempo, i documenti, le carte uscite fuori dagli archivi, e forse ancora molte da trovare, han reso giustizia a una donna, a un’artista, a un’eroina che non si fa scrupoli perché solo in questo modo è possibile esser donna e pittrice in quell’epoca, in quel mondo. Non era affatto bambina quando conobbe il Tassi che amò per quasi un anno. E certo il processo ci fu e alla fine non si sposarono. Sposò lo Stiattesi ma chi tra i due ci guadagnò, non è chiaro. Amò furiosamente un suo coetaneo alla corte di Firenze, il nobile Francesco Maria Maringhi, come testimoniano le sue lettere appassionate, che la salvò dall’accusa di furto di colori quando scappò con i figli, che molti ne ebbe, da Firenze a Roma. Cambia case, si fa nuovi amici, non paga i debiti, pur di lavorare e di essere grande tra i grandi del suo tempo. L’amico Vouet ci lascia un suo ritratto (ma il suo volto lo si conosce a memoria, che lo regala alle sue donne di pennello più crudeli). È a Venezia e poi a Napoli. Si fa agente di se stessa. Ha a che fare coi grandi della nostra penisola, come d’Europa, raccomandando perfino famiglia e parenti, rimandando consegne di lavori, scrivendo lettere tanto supplichevoli quanto furbe. Scrive a Galileo di cui è amica. Il suo amante di sempre, il Maringhi, la raggiunge a Napoli. Girolamo Fontanella compone un’ode per lei e negli anni successivi addirittura sette per le sue opere. Parte per Londra, dove raggiunge il padre, e dove rimane anche dopo la sua morte per rientrare poi a Napoli dove lavora molto e molto promette, pur di farsi anticipare danari e colori.

Secondo le fonti vien sepolta nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini. “Heic Artemisia” sulla sua lapide. Perché da questo momento è solo Artemisia, la grande, immensa pittrice.
Meno info